Il Monte Moregallo  

  • Partenza: Valmadrera (LC).
  • Dislivello: 1021 m.
  • Tempo di salita: 3,15 ore circa.
  • Difficolta’: E/EE.

Descrizione

 da Valmadrera, localita’ che si affaccia direttamente sulle sponde del lago, si attraversa il centro abitato e si prende a salire sul sentiero 6 da piazza Rossè. Il sentiero si alza tra campi coltivati, attraversa una valletta e si porta su un costolone in localita’ Pradello. Si segue il costolone e si raggiunge un pianoro dove sorge la chiesetta di Sant’Isidoro addossata a un masso erratico (Sasso Preluda m.647 ore 0.40 circa da Valmadrera). Panorama sul golfo di Lecco e sul Monte San Martino. Dal Sasso si continua lungo il crestone con ripidi zig-zag fino ad un poggio a quota 876 m. Qui si continua per prati, lungo il dorso della cresta est, tenendosi costantemente sul versante meridionale. Il sentiero sale con larghe serpentine, supera ripide scarpate, attraversa canaloni e infine si riaffaccia di nuovo sul versante del lago (nord) all’altezza di una bocchetta, nei pressi dell’anticima dello Zucòn (1173 m.). Si aggira il rilievo percorrendo in lieve discesa l’erboso pendio settentrionale fino ad un’altra bocchetta a quota 1147 m. Si prosegue verso ovest, si oltrepassa la diramazione che porta ad un altro rilievo e, in breve, si sbuca sull’ampio pianoro della vetta del Moregallo. Per chi non volesse compiere l’intera salita, c’è la possibilita’ di fermarsi lungo il sentiero, cosi’ da rendere l’escursione adatta anche ai meno allenati. La discesa avverra’ sulla stessa traccia della salita, comunque c’è la possibilita’ di scendere dalla cresta sud-ovest attrezzata con delle catene e successivo sentiero 7. (Questa ipotesi verra’ valutata durante l’escursione).

Rifugio Chabot  

  • Località di
  • Partenza: Alpe Pravieux mt. 1871 – sentiero 5
  • Destinazione: Rifugio Chabod mt. 2750/possibile proseguimento Rif. Vittorio Emanuele II.
  • Tempo di salita: 3,00 h circa al rifugio Chabod Tempo Totale: 5/6,00 h circa se ci si ferma allo Chabod e si torna – circa 7 ore se si arriva al rif. Vittorio Emanuele e poi a Pont.
  • Difficoltà: E –
  • Dislivello: 880 m al Rif. Chabod

Descrizione

Arrivati al parcheggio in località Pravieux, attraversare il ponte sul torrente Savara e dirigersi verso l’alpeggio omonimo. Si comincia ad inoltrarsi nel bosco di larici attraverso una evidente mulattiera con stretti tornanti, e dopo aver percorso tre lunghe diagonali si raggiunge l’alpeggio di Lavassey mt 2.194 dopo circa 50 minuti/1 ora. Qui si incontra un bivio, piegare verso destra e seguire il sentiero che s’innalza dolcemente con ampie curve sul costone delle Còte Savolère fino a raggiungere il rifugio Chabod, circa 1,40-2 ore dall’alpeggio di Lavassey. Continuazione per il Rifugio Vittorio Emanuele e discesa a Pont. (circa 4 ore) Dal rifugio Chabod si scende alcuni minuti sino al ponticello che attraversa il torrente e ci si porta sulla sinistra dove si prosegue con alcuni sali e scendi verso sud sino ad incontrare un altro ponte, situato sul torrente proveniente dal ghiacciaio di Laveciau. Molto suggestivo lo scorcio sulla parete nordovest del Gran Paradiso. Qui si perde ulteriore quota e ci si porta in una conca detritica sottostante la conca di Moncorvé. Da qui con stretti tornanti si ricomincia a risalire e in seguito a una lunga diagonale ci si porta sull’altro versante del Moncorvé dove davanti a noi è ben visibile il Rifugio Vittorio Emanuele II. (2,30’ h circa) Da qui la discesa a Pont 1,30’ h circa)

Rifugio Barbustel  

  • Partenza: La Veulla (Comune di Champdepraz) mt. 1307
  • Destinazione: Rifugio Barbustel mt. 2200 Tempo Totale: 6,00 h circa –
  • Tempo di salita: 3,00 h circa
  • Difficoltà: E –
  • Dislivello: 890 m

Descrizione

Passando a monte della chiesetta di Veulla, si imbocca a piedi la strada sterrata che percorre la piana di Chevrère e la si segue per circa 2 Km, fino alla radura del Magazzino. Poco oltre si supera il torrente del Lac Gelé e si sale verso l’alpe Serva desot. Giunti all’alpeggio (1540 m,) si imbocca sulla sinistra il sentiero indicato dal cartello, che sale deciso l’accumulo di frana ormai coperto dal bosco. Dopo pochi passi si attraversa il ru Chevrère, canale irriguo che inizia il suo corso dal torrente Chalamy un centinaio di metri sulla sinistra. Si riprende il sentiero che sale ora ripido, passa alla base di una parete rocciosa e poco più in alto taglia verso sinistra dove rispiana nuovamente. Si attraversa ancora per un lungo tratto una foresta di pino uncinato intercalata di distese sassose prima di affacciarsi alla conca del Lac de Servaz. (tappa per chi non intende proseguire l’escursione). Si prosegue sulla sponda destra del lago e si risale sul versante opposto attraversando un ruscello immissario e sbucando quindi sui pascoli dell’alpe Serva Damon (1835 m). Ora il sentiero sale nel bosco fattosi più rado e sbuca in una valletta rettilinea (grosso ometto) da cui si può apprezzare il bel panorama sul gruppo del Monte Rosa che spunta dietro il Mont Lyan. Si scende leggermente costeggiando alcune torbiere dove è facile notare i bianchi pennacchi degli eriofori, si attraversa il torrente su un ponte in legno per risalire l’ultimo breve tratto che porta all’alpe Cousse, recentemente ricostruita, ottimo belvedere. Si prosegue in piano per un breve tratto fin nei pressi di una zona acquitrinosa, si gira attorno ad una “crotta” (magazzino interrato o sotto roccia) e si risale lungo il sentiero contrassegnato 5c che, con alcuni tratti ricavati nella roccia, conduce al Lac Blanc – Rifugio Barbustel. Il ritorno avviene lungo l’itinerario n. 5, che conduce al Lac de Leser, ai casolari di Leser e quindi a Veulla.

Val D’ayas – (laghi Estoul-punta Valnera)  

  • Partenza: Estoul (m. 1815)
  • Destinazione: Punta Valnera (m. 2754)Tempo salita: h. 3
  • Dislivello: m. 939
  • Difficoltà: E
  • Equipaggiamento: Trekking
  • Proposta: G.Bandi, M. Di Palma, G.Gelmini.

Descrizione

Da Brusson (Val d’Ayas) si segue l’indicazione per Estoul da dove si prosegue lungo la strada che porta al rifugio Arp per poi prendere, alla prima palina indicatrice, il sentiero 6° che porta ai laghi e alla Punta Valnera. L’itinerario si svolge, per la prima parte, in un bosco per poi salire con pendenza moderata. Giunti in prossimità dei laghi di Estoul, (h 1,40 dal punto di partenza circa) si prende il sentiero che costeggia il più piccolo dei due laghi e che arriva, in breve tempo, al maggiore, costeggiandolo per una parte. Si prosegue per il colletto Valnera con sentiero piuttosto ripido ed erboso ma ben segnalato (circa h 1 dai laghi). Si prosegue lungo un percorso caratterizzato da roccette sino a giungere senza difficoltà ed in circa m. 20 in vetta. La Punta Valnera, posta a m. 2754 è piuttosto spaziosa e completamente sassosa. Discesa lungo lo stesso sentiero.Punta Valfredda m. 2944 EE (facoltativa) Per chi volesse raggiungere la Punta Valfredda deve scendere dal colletto verso il rifugio Arp e, incrociato il sentiero n. 105, sale al colle Valnera per poi dirigersi, seguendo segnavia in pietra e su rocce, verso nord sinon a giungere in cima (h. 1 dal colletto). Vista stupenda sul Monte Rosa e su tutte le cime dell’alta Val d’Ayas. Discesa lungo lo stesso itinerario.

Punta Di Terrarossa

  • Località di partenza: Ospizio del Sempione (2005 m)
  • Località di arrivo: Punta di Terrarossa (3245 m) Tappe intermedie: Capanna Monte Leone (2848 m)
  • Tempo di salita:ore 4
  • Dislivello: 1240 m
  • Difficoltà: E – EE
  • Equipaggiamento: da alta montagna

Descrizione

Dall’ospizio del Passo del Sempione si segue verso est la stradina di Rotels, dove il sentiero risale i pascoli e raggiunge un grosso traliccio e l’arrivo di una sciovia. In lieve salita scavalca a circa 2200 m il prolungamento della cresta nordovest dell’Hubshorn e con un’ascesa graduale attraversa lungamente la scarpata erbosa solcata da rigagnoli e canali e più avanti le pietraie moreniche (ometti). Il sentiero volge in seguito a nord sulle placche levigate dal ritiro del ghiacciaio, per raggiungere la morena laterale destra idrografica del Chalwassergletscher. Lungo la morena deviando a sinistra nel vallonetto si arriva alla Capanna Monte Leone (2,30 ore dalla partenza). Dalla Capanna Monte Leone alla vetta è solo per escursionisti esperti. Partendo dal rifugio si raggiunge la spalla della cresta sud della Punta di Terrarossa. Lungo la cresta o piegando a sinistra si arriva facilmente in vetta.

Parco Naturale Gran Bosco Di Salbeltrand

  • Partenza: comune di Salbeltrand.
  • Dislivello. in salita: m 800.
  • Tempo totale: ore 5,00.
  • Difficoltà: E

Descrizione

da Salbeltrand ( m. 1032 ), attraversato il ponte sulla Dora Riparia, il sentiero sale nel bosco lungo la mulattiera ( segni GTA ) e lo si segue fino alla località’ Montagne Seu ( m. 1770, ore 1,45 ). Si supera il piccolo agglomerato di baite, tralasciando il sentiero GTA, che sale verso sx, e si prosegue su una stradina quasi pianeggiante sulla dx. Con percorso un po’ lungo si raggiunge cosi’ all’area di sosta vicino alla localita’ Monfol. A questo punto si percorre sulla dx la strada forestale per Sersaret, dove si imbocca il sentiero N° 1 che scende ripido a Salbeltrand (ore 3,15 da Montagne Seu ). C’è la possibilità, per chi volesse, di salire alla Testa dell’Assietta, luogo della celebre battaglia contro l’esercito francese ( m 2567, circa ore 2.30 da Montagne Seu). Chi non volesse effettuare l’escursione può passare la giornata a Salbeltrand o effettuare brevi passeggiate nei dintorni, in un luogo sicuramente ricco di fascino e bellezze naturali. Per ulteriori informazioni sul territorio si rimanda ai seguenti links: www.salbeltrand.to.it, www.parks.it/parco.bosco.gran.salbeltrand

Palon De Resy  

  • Partenza: Saint Jaques 1689m.
  • Dislivello :986m
  • Tempo di salita : 3 ore circa.
  • Difficoltà: E.

Descrizione

Dalla piazzatta della frazione Saint Jaques si volta a destra dietro alla chiesa, dove inizia il sentiero 9 che sale con tratti ripidi e tornantini fino alla frazione di Resy, che  sorge su un pianoro assolato con bel panorama sulla valle. Il tempo sin qui è di circa un’ora. Chi non volesse proseguire verso la cima si puo’ fermare qui, dove si trova anche un rifugio aperto: Rifugio Ferraro www.rifugioferraro.com . Lasciato alle proprie spalle il rifugio si prosegue lungo la sterrata che conduce al Colle di Bettaforca, visibile. Dopo circa 500 m. si svolta a sinistra nei pressi di un grosso masso, seguendo il segnavia 8c che sale a tornanti nel bosco. Superata la quota del bosco il sentiero, sempre ben segnalato e battuto, sale a larghi tornanti e a volte sulla massima pendenza puntando direttamente alla cima, dove sorge una croce. Poco prima della vetta sulla sinistra si trova sulla sinistra un bivio (sentiero 8c), che porta in traverso ai bei laghi di Resy. Dalla vasta cima del Palon il panorama è notevole: verso sud lo sguardo spazia sulla Val d’Ayas e verso nord sul Monte Rosa, che sembra di poterlo toccare! Visibili a occhio nudo anche i rifugi Mezzalana e Guide di Ayas. Il rientro si svolge sul medesimo sentiero. Di seguito due foto: la cima con la croce e il panorama sul Rosa. Altre foto e dettagli sul sito www.ayastrekking.it

Oratorio Gilliarey

    Descrizione

    Oratorio di Gilliarey – 2174 m. Valtournanche. Questa gita si snoda tra i numerosi alpeggi di Torgnon e ricalca in parte il bel tracciato della pista di sci di fondo Grandes Montagnes; dalla frazione Chatrian (1640 m.) si raggiunge il villaggio di Chatel su strada comunale e su interpoderale, che collega gli alpeggi durante la stagione estiva, Chatelard (da notare la chiesa di S. Grato). Si risale su pascoli a tratti ripidi fino a Chatelard superiore (1891 m.), dove ci si immette sulla pista di fondo che con poco dislivello ma notevole sviluppo ci porta al lago di Loditor (1900 m.). Attraversato un ponticello ci si porta sull’altro versante; ora su sentiero 7 si prende quota tra i boschi e pascoli fino a riprendere la pista di fondo a Telinod (2061m.). Qui la vista comincia a spaziare, siamo ora sul sentiero 107 della Grande Balconata del Cervino che prosegue fino al villaggio di Gilliarey tagliando i lunghi tornanti della pista; poco lontano sorge l’oratorio ( fondato nel 1866 ) in posizione panoramica sulla Valtournenche. Il ritorno avviene sullo stesso tracciato o seguendo la pista di fondo fino a Loditor.  

    Il Montorfano  

      .

    • Partenza: Fondotoce (Verbania) 200 m.
    • Arrivo: loc. Pra’ Michelaccio (Mergozzo) 200 m, attraverso la cima 794 m.
    • Tempo complessivo: circa 5 ore.
    • Dislivello: 600 m.
    • Difficoltà: Escursionistica/Turistica.

    Descrizione

    Dalla statale che collega Verbania a Gravellona Toce, poco lontano dal bivio della strada che porta al borgo di Montorfano, si prende a salire nel bosco verso la cima: si tratta del sentiero Ronco del Vescovo, recentemente reso praticabile, che attraversa terrazzamenti una volta coltivati a viti e ulivi ( antica servitu’ della diocesi di Novara. Si sale abbastanza ripidamente e in circa mezzora si giunge al borgo di Montorfano 325m.; qui incontreremo Francesco che con due asinelle ci accompagnera’ in questo inconsueto giro. Oltrepassata la chiesa Romanica si scende di poco verso la statale e si imbocca a sx il sentiero Azzurro verso Mergozzo. Appena prima del paese si svolta a sx e su comodo sentiero si giunge alla cava di granito verde ( ora esaurita ) 360 m. e alle casermette della linea Cadorna 400 m., la cui struttura è perfettamente integra. Si prosegue fino alla polveriera 600m.( deposito di armamenti della linea Cadorna interamente scavato nella montagna). Da questo punto molto panoramico in circa 45 minuti si giunge sulla cima del Montorfano, dove ci fermeremo per la pausa-pranzo. Per la discesa bisogna ritornare alla polveriera, dove ci sono due possibilita’: da qui parte una ripida ma caratteristica mulattiera risalente all’epoca della linea Cadorna ( sufficientemente larga ma con alcuni tratti molto esposti che scende a Pra’Michelaccio ). Oppure, ( difficolta’ turistica), si ridiscende fino alle casermette e si imbocca a sx la gippabile che porta a Pra’ Michelaccio, non lontano dall’arrivo dell’altro sentiero. Il cammino è arricchito dalla presenza delle asinelle Menta e Vaniglia, dal loro passo tranquillo e lo sguardo curioso. Intendo ringraziare Francesco Pittoni e Martina Merlo dell’associazione Somariamente per la loro disponibilita’ e ricordare che organizzano trekking con i loro asini sul Montorfano e nelle vicinanze; sono inoltre impegnati nella rivalutazione e nel recupero di questo territorio. Associazione Somariamente: tel. 0323 80851 – 338 1803284 – sito internet http://www.montorfano.org . Su questo sito si trovano inoltre informazioni sulla linea Cadorna e sul borgo di Montorfano

    Monte Zerbion – Val D’ayas (ao)  

    • PARTENZA:Barmasc parcheggio vicinanze maneggio al Pian delle Dame
    • ARRIVO:Monte Zerbion
    • DISLIVELLO:823 m in salita
    • TEMPO DI PERCORRENZA:3 h
    • DIFFICOLTA’:E

    Descrizione

    Si raggiunge la località di Barmasc nel comune di Antagnod – Ayas fino a raggiungere il parcheggio al Pian delle Dame, dove si trova un piccolo maneggio. Da qui le indicazioni per lo Zerbion si trovano all’inizio del bosco, che si attraversa proseguendo per il largo sentiero per arrivare ad un piccolo pianoro, che in estate è molto frequentato, soprattutto dagli amanti della tintarella. Si segue il sentiero che sale e va verso la base della montagna. Superato il pianoro il sentiero comincia a farsi più faticoso, si entra ancora in una zona boschiva per poi dopo qualche decina di metri ritornare ad una zona ampia e assolata che risale verso la montagna. Sopra di noi e verso la nostra sinistra si nota il ripido sentiero che conduce al Colle Portola. Lungo il percorso si trovano le tavole in pietra della via crucis, perciò è sufficiente seguire queste pietre per non perdere il sentiero, oltre alla classica indicazione di vernice gialla sulle pietre. Il sentiero poi ripiega verso sinistra portandosi quasi sotto al Colle Portola. Il tratto finale per il Portola diventa più ripido e in alcuni punti rimane leggermente esposto, per chi soffre di vertigini è bene non sporgersi e non guardare troppo verso il basso. In ogni caso si rimane piuttosto protetti in quanto il sentiero è sufficientemente largo e scavato a mo di trincea. Raggiunto il Colle Portola siamo praticamente sulla cresta dello spartiacque tra la Valle D’Ayas e la Valtournenche. Si prende il sentiero a sinistra verso la cima, proseguendo si raggiunge un colle al di sopra del quale è stato posto un grosso crocefisso. Chi vuole, può raggiungere il crocefisso e firmare il libro di vetta posto all’interno di un contenitore metallico. Si prosegue seguendo il sentiero che per un lungo tratto costeggia la cresta nella parte inferiore, fino a portarsi sotto la cima per poi salire con una serie di piccoli zig zag. Prima di raggiungere la cima si incontra una piccola caverna con una Madonnina, alcune foto e una targa con una dedica alquanto commovente. Si prosegue sempre fino a raggiungere la cima dalla parte sud.