DIFFICOLTA’:
E
DISLIVELLO:
598 metri circa dislivello positivo e negativo
TEMPO INDICATIVO ESCLUSE LE TAPPE:
Ore 5 circa
ESPOSIZIONE:
Varia
RITROVO:
Ore 8,30 piazzale Valentino (Via Alcarotti) Novara.
PRANZO:
Al sacco a cura dei partecipanti, lungo il percorso non è possibile rifornirsi di acqua.
MEZZO:
Automobili
INFORMAZIONI:
Gruppo Escursioni 353.4634484 (Whatsapp o sms)
LOCALITA’ DI PARTENZA:
Serravalle (m 313)
LOCALITA’ LUNGO IL TRAGITTO:
Sant’Emiliano (m 728)
Colma Vaselloni (m 753)
San Bernardo (m 629).
LINK ISCRIZIONI:
DESCRIZIONE:
Da Serravalle 313 m, si prende la strada verso la frazione Piane; dopo pochi metri si svolta a destra e si segue il sentiero a sinistra che porta alla chiesetta di Sant’Antonio. Si prosegue attraversando una zona un tempo coltivata a vigneti, si raggiunge la dorsale che, con percorso altalenante sulle caratteristiche terre rosse, offre un buon panorama e punta verso la Pietra Groana. Quando la cresta si inarca, si volge a destra e con un lungo traverso si arriva alla Bocchetta delle Ovasine (510 m), all’incrocio con i sentieri 706 e 700.
Si continua sulla dorsale verso nord-ovest, dapprima nel bosco, poi ancora per tratti di terre rosse, con scarsa vegetazione. Il percorso si innalza poi più decisamente, raggiunge una spalla su cui incontra l’itinerario 709 e con un tratto di sentiero in comune quasi in piano arriva alla cima dove si innalza il santuario dedicato a Sant’Emiliano (m 728).
Ritorniamo sui nostri passo fino ad incrociare il bivio del sentiero 709 e proseguiamo in direzione nord lungo la dorsale; scendiamo a un colletto al quale sono attribuiti ben 3 nomi “Bassa Gavazetti, passo della Morte, passo Salaroli” (m 607). Si risale su terreno aperto (begli scorci sulle montagne della Valsessera) fino ad arrivare alla sommità poco definita dalla Colma Vaselloni (m 753). Il sentiero prosegue in discesa spostandosi gradualmente in direzione est raggiungendo una stradina, sulla destra prosegue il percorso 707, ma prima di seguirlo facciamo una digressione sulla sinistra per visitare l’oratorio di San Bernardo (m 629). Tornati al bivio si prosegue in discesa sulla strada stando attenti a prendere il la deviazione sulla sinistra che conduce all’Alp dal Seren (546 m), per poi proseguire in discesa fino al Rio Chezza e alla partenza.
Consigli tecnici:
La maggior parte del percorso, non presenta difficoltà particolari. Ci sono comunque alcuni tratti di sentiero in forte pendenza e rovinato dalle piogge, soprattutto un piccolo tratto nel bosco lungo la discesa dal colle S. Emiliano alla Bocchetta D’Ovasine, su cui fare particolare attenzione.
COSTO:
Il costo della quota di partecipazione è fra i 3 € e i 5 €.
Per i non soci, alla quota di partecipazione va aggiunto il costo dell’assicurazione giornaliera e della fatturazione elettronica della quota.
APPROFONDIMENTO:
Sant’Emiliano (m 728). In origine qui era presente un tempio romano sostituito (come solitamente accadeva ai tempi..), da una chiesa nel tardo medioevo, come recita il cartello in loco, qui visse il Santo per quarant’anni come eremita prima di diventare vescovo di Vercelli nel ‘500.
Sant’Antonio (m 313) Non si sa con precisione quando fu edificato il bell’oratorio dedicato a S. Antonio abate. Forse nel secolo XII o XIII, ma fu ricostruito negli anni tra il 1711 ed il 1721. L’inizio ebbe luogo il 10 di maggio 1711 su disegno di Carlo Zaninello essendo capomastro Pietro Sellelto e si finì nel 1720, essendo priore Carlo Ludovico Sozzano.
Il primo Registro dell’amministrazione del vecchio oratorio incomincia nel 1628, ma fin da quella prima pagina già si parla di “vecchio muro, fortificar li barba cani, di un porticato, di muraglia falla verso Serravalle”.
Dall’8 agosto 1723 la statua del Taumaturgo non venne più rimossa e rimane nella sua bellezza artistica a contemplare il cielo ed a benedire il popolo devoto. Il popolo di Serravalle celebra ogni anno solennemente la festa dei Santo con la benedizione del pane e del fieno.
San Bernardo (m 629). I lavori di costruzione dell’oratorio ebbero inizio nel corso del XVII secolo dato che non si conosce la data precisa. Nel 1749 si costituì un’amministrazione speciale che diede avvio alla ristrutturazione, grazie soprattutto al contributo di R. D. Alberto Negro, che girando per le case del paese fu in grado di raccogliere una colletta per finanziare i restauri, colletta che non consisteva solo in denaro, ma anche in cibo. I lavori furono ultimati nel 1767, sotto la direzione di Don Francesco Torchio, che, il 15 giugno dello stesso anno, celebrò, proprio in quella chiesetta la prima messa. Ogni anno si festeggiano la festa di San Bernardo e quella di San Rocco.



